Colostomia: che cos’è e quando si esegue

La colostomia, come la tracheostomia, è un’operazione chirurgica molto delicata attraverso la quale si collega l’intestino crasso (grande porzione del colon) ad un foro (stoma) appositamente creato sull’addome.

Una volta praticata, questa apertura sostituirà l’ano, per cui, vista la posizione, è necessaria dotarla di una sacca per la raccolta delle feci (da pulire e cambiare periodicamente). I modelli a disposizione sul mercato sono svariati, ad esempio: Sacca per Stomia Sensura 15/45, Sacca per Stomia Sensura 40/55, Sacca per Stomia Sensura con chiusura.

I motivi per i quali si pratica una colostomia sono diversi, ad esempio cancro del colon-retto o occlusione intestinale. Le tecniche per eseguire questa operazione sono due: chirurgia tradizionale o laparoscopia.

Questo intervento può essere temporaneo o permanente. Nel caso in cui sia una soluzione temporanea sarà seguita da un’altra operazione che prevederà il ripristino del colon.

colostomia

A seconda del tratto di intestino crasso che subisce l’intervento, la colostomia può essere denominata anche:

  • Ciecostomia, se è interessato il cieco
  • Sull’ascendente, se è interessato il colon ascendente
  • Sul trasverso, se è interessato il colon trasverso
  • Sul discendente, se è interessato il colon discendente
  • Sigmoidea, se è interessato il sigma

Quando si esegue la colostomia

Sono diverse le situazioni in cui una colostomia si rende necessaria:

  • Cancro al colon retto
  • Diverticolite
  • Morbo di Crohn
  • Occlusione intestinale
  • Incontinenza fecale
  • Lesione intestinale da trauma addominale
  • Malattia di Hirschsprung

Cancro al colon retto

Il cancro al colon retto è il tumore maligno più frequente dell’apparato gastrointestinale, sia nella donna che nell’uomo e rappresenta una delle principali cause di morte. L’intervento più corretto, in questo caso è la colectomia che alle volte, soprattutto nei casi di cancro colon rettale, può terminare con una colostomia. Quest’ultima può essere una soluzione temporanea o definitiva, a seconda delle asportazioni che sono state fatte.

Diverticolite

La diverticolite altro non è che l’infiammazione dei diverticoli, ovvero delle piccole estroflessioni che si possono formare all’interno di tutto il canale alimentare e in particolar modo nel colon. Solitamente questa patologia si cura con l’adozione di una dieta sana e solo nei casi più gravi si opta per una colectomia seguita da colostomia. In questo caso la colostomia è spesso temporanea.

Morbo di Crohn

Il morbo di Crohn è una patologia appartenente alla patologie infiammatorie intestinali. Coloro che ne soffrono saranno sottoposti a colostomia in due situazioni: o dopo un intervento di colectomia o per isolare la parte infiammata dalle feci. Nel secondo caso la situazione è temporanea.

Occlusione intestinale

L’occlusione intestinale si verifica quando l’intestino è bloccato e quindi quello che è all’interno non scorre regolarmente. È considerata emergenza medica nel caso in cui il blocco può dare vita a emorragie o perforazioni intestinali. Solitamente per questa problematica è prevista una colectomia (parziale o totale) seguita da colostomia. La permanenza di quest’ultima dipende dalla porzione di intestino crasso asportato e dal successivo ed eventuale ripristino.

Incontinenza fecale

Con l’incontinenza fecale si verifica una fuoriuscita involontaria di feci e gas intestinale, motivo per il quale può farsi ricorso alla colostomia quando altri trattamenti, chirurgici e non, non sono stati efficaci.

Lesioni intestinali da trauma addominale

Alle volte i traumi intestinali potrebbero provocare delle lesioni all’intestino. Pensate ad una coltellata, ad una ferita da arma da fuoco ed un qualsiasi tipo di incidente che lede la parte addominale. Ognuno di questi traumi potrebbe richiedere una colectomia parziale seguita da colostomia temporanea o permanente a seconda dei casi.

Malattia di Hirschsprung

La malattia di Hirschsprung è una patologia congenita che colpisce un bambino su 5000. Chi ne soffre manca di alcune terminazioni nervose che controllano la muscolatura intestinale per cui si verificano spesso episodi di occlusione intestinale. In questo caso la colostomia può essere temporanea o permanente, a seconda della gravità delle occlusioni.

Esecuzione della colostomia

colostomia rischi

L’intervento chirurgico della colostomia richiede anestesia generale, per cui prima di sottoporre il paziente all’intervento è necessario un esame diagnostico, le analisi del sangue, l’elettrocardiogramma e la valutazione della storia clinica del paziente. Negli interventi di emergenza non tutti gli esami e le valutazioni richieste possono essere eseguite.

Esistono diverse tipologie di colostomia:

  • Ad ansa
  • Terminale o ani preternaturale
  • A orifizio separato

Al termine dell’intervento è previsto un ricovero ospedaliero che va da 3 a 10 giorni a seconda della gravità. Nei giorni successivi all’operazione il paziente è alimentato per via endovenosa e sottoposto a cateterismo vescicale. La sacca delle feci è applicata immediatamente.

Rischi della colostomia

Esistono dei rischi correlati alla colostomia:

  • Emorragie
  • Infezioni
  • Formazione di coaguli
  • Ictus o attacco di cuore
  • Reazioni allergiche
  • Irritazione cutanea
  • Ernia parastomale
  • Occlusione dello stoma (causa accumulo di cibo)
  • Problemi cutanei
  • Fistola stomale
  • Prolasso stomale
  • Stenosi (restringimento) stomale
  • Retrazione stomale
  • Perdite interne o esterne
  • Ischemia stomale

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