Le medicazioni al carbone attivo rientrano tra le tipologie di medicazioni avanzate, caratterizzate da materiale biocompatibile che, oltre a coprire la lesione, stimolano la rigenerazione cutanea e favoriscono la guarigione.

Questo genere di medicazione, così come tutte le altre medicazioni avanzate, possono essere utilizzate solo su alcune ferite e in alcune condizioni. Sarà compito del medico o dell’infermiere individuare i presupposti corretti che consentono un uso efficace delle medicazioni avanzate.

Quando usare le medicazioni in carbone attivo

Le medicazioni al carbone attivo si utilizzano su ferite infette e secernenti, quindi in presenza di essudato.

Il carbone attivo ha una peculiarità: quella di riuscire ad assorbire gli odori. Per questa ragione è impiegato nelle ferite con essudato medio o abbondante che rilasciano un cattivo odore, legato soprattutto a una sovrainfezione batterica, come ad esempio ulcere da decubito, ulcere da piede diabetico, fistole fecali, ferite chirurgiche già infette.

Per contrastare la contaminazione dei batteri, le medicazioni in carbone attivo contengono spesso anche argento, noto proprio per la sua azione antisettica e antimicrobica. Le medicazioni in carbone attivo con argento garantiscono una maggiore protezione e una migliore guarigione per le ferite esposte al pericolo infezione. 

Scelta della giusta medicazione 

Nella cura di una ferita o di una piaga da decubito, le medicazioni costituiscono un trattamento fondamentale che va seguito, ed eventualmente cambiato, passo dopo passo. 

Lo studio della lesione e della sua evoluzione è infatti indispensabile per scegliere il tipo di medicazione più adatto alle caratteristiche del momento. La presenza di essudato può infatti comparire in un secondo momento, così come la sovrainfezione batterica può non verificarsi in alcun modo o insediarsi già ai primi stadi della lesione.

Per iniziare a trattare la medicazione in maniera adeguata, quindi, il primo passo è identificarne l’entità in maniera precisa, eventualmente chiedendo al paziente descrizioni appropriate sullo stato più recente della piaga.

Gli infermieri utilizzano una tecnica di valutazione della lesione racchiusa nell’acronimo TIME, ossia:

  • tessuto necrotico o devitalizzato;
  • infezione o infiammazione attiva;
  • macerazione (essudato) o secchezza della pelle;
  • epidermide, ossia analisi dei margini della ferita.

Da questa stima deriva quindi la scelta della medicazione più adatta allo stato attuale della ferita.

Come usare la medicazione in carbone attivo

Abbiamo prima anticipato che la medicazione al carbone attivo si può utilizzare su ferite in presenza di essudato, più o meno abbondante, e cattivi odori che testimoniano la presenza di un’infezione.

Prima di applicare questa medicazione avanzata per assorbire l’essudato e ridurre il cattivo odore, però, è necessario effettuare uno step preventivo: quello della rimozione del tessuto necrotico, operazione nota come debridment in ambito medico.

L’estensione del tessuto devitalizzato, necrotico per l’appunto, può variare notevolmente da ferita a ferita, e di conseguenza cambiano anche le modalità di rimozione, che può essere chirurgica, selettiva (enzimatica), autolitico (con uso di idrocolloidi che favoriscono il distacco del tessuto morto), o meccanico. 

Il debridment è utile anche a valutare la reale presenza di infezione e infiammazione sulla ferita, dal momento che un abbondante tessuto necrotico, spesso anche maleodorante, potrebbe trarre in inganno.

L’obiettivo in questo caso diventa quello di ridurre l’infezione e favorire il processo di rigenerazione della pelle. In tal caso si utilizzano antisettici locali, come lo iodopodivone o la clorexidina ad esempio, da tenere sulla ferita per qualche minuto (2 min per iodopodivone, 5 min per la clorexidina) prima della rimozione.

A questo punto si procede con la valutazione dell’essudato. Questo determina il tipo di medicazione che si andrà ad utilizzare per gli step successivi: il colore e la consistenza dell’essudato danno chiare indicazioni sulla presenza di infezioni, danni capillari, fistole o filamenti di fibrina, tipici dell’infiammazione.

La medicazione al carbone attivo è proprio utile nel caso di lesioni con infezione in corso, essudato maleodorante e ferite infette. La loro sostituzione dipende dalla quantità di essudato che riescono ad assorbire nel tempo: possono rimanere anche diversi giorni a protezione della ferita, sempre sotto lo stretto controllo dell’infermiere.

Medicazioni con carbone attivo online

Sul nostro sito troverai alcune delle migliori medicazioni con carbone attivo indicate per il trattamento delle lesioni con essudato e infezione. Ogni medicazione ha un’estensione di 10×10 cm, progettata per catturare il cattivo odore e favorire la guarigione della ferita.