L'Infermiere, al di là del fatto che lavori in strutture pubbliche, in ambito privato o in regime di libera professione, deve essere sempre e comunque un professionista della salute valido, esperto e preparato. Nella sua azione assistenziale quotidiana deve adattarsi a tutte le esigenze di salute dell'utente che chiede aiuto, della sua famiglia e/o del suo care-giver.

Assistere un paziente in ambito domiciliare non è facile, soprattutto se il paziente è incosciente, allettato ed è portatore di PEG, catetere vescicale, stomie urologiche/intestinali, tracheostomia o lesioni cutanee.

L'esempio della tracheostomia

Un esempio lampante è quello della gestione della tracheostomia. In una struttura ospedaliera si esegue in assenza dei familiari, che vengono invitati a lasciare la stanza del ricoverato fino alla conclusione dell'azione assistenziale. In casa è tutto diverso, i genitori osservano, tampinano, hanno paura che si possa far male al paziente, che lui/lei capisca quello che si sta per fare, che pianga, che sia a disagio. Anche per questo occorre essere sempre professionali e seguire sempre le stesse procedure:

- prima di ogni cosa occorre informare il paziente su quello che si andrà a fare e dotarsi di un aspiratore endo-tracheale e di cannule d'aspirazione del giusto calibro (nel caso di necessità);

- è utile tener già pronti e sistemati tutti i materiali occorrenti per l'intervento di igiene e disinfezione della stomia tracheale (e una eventuale scorta in caso di bisogno);

- occorre preparare il paziente e posizionarlo in maniera tale da poter operare liberamente e crearle il massimo del confort;

- occorre controllare la frequenza respiratoria (FR), il ritmo e la profondità del respiro, la saturazione d'ossigeno, la presenza di rumori espiratori ed inspiratori, il movimento di aria (cumuli densi di muco per esempio potrebbero dar vita ad una compromissione degli scambi gassosi); in pratica occorre sincerarsi della perfetta pervietà delle vie aeree;

- occorre verificare la quantità e qualità delle secrezioni (il colore e l'odore per esempio, che potrebbero dare indicazioni su sanguinamenti non preventivati, infezioni e necessità di aspirare l'assistito);

- bisogna controllare se il paziente è agitato o ansioso (in moda da escludere dolore, ipossia, stress delle vie aeree);

- occorre che l'Infermiere valuti la comprensione della procedura e delle sue finalità da parte dell'assistito; 

- controllare, una volta rimosse garze e/o metalline, lo stato dell'area peristomale (arrossamento, gonfiore, drenaggio e integrità della cute).


Quale materiale utilizzare?

Il materiale è sempre lo stesso ed i principi di igiene e di sterilità da adottare sono sempre gli stessi. L'Infermiere Libero Professionista che assiste un paziente tracheostomizzato a casa non può fare a meno di:

guanti monouso senza lattice (per evitare allergie e il deposito involontario di polveri);

- guanti sterili senza lattice;

- controcannula del giusto diametro (se necessaria e se disponibile);

- scovolino sterile per tracheostomie;

- fascia reggi-cannula (dotata di chiusura con velcro);

- gel igienizzante per le mani, soluzione disinfettante concentrata (perossido di idrogeno, amuchina, clorexidina), acqua sterile o soluzione fisiologica sterile oppure ringer lattato sterile;

- garze e telini sterili;

- bastoncini cotonati non sterili e sterili (cotton fioc per intenderci) e due bacinelle;

- medicazioni per tracheostomia (metallica antibatterica o garza sterile 10 x 10 tagliata a coda di rondine e con interno in cotone);

- sacca per smaltimento rifiuti.

L'intervento infermieristico vero e proprio

Prima di qualsiasi intervento occorre igienizzarsi bene le mani e indossare i guanti monouso senza lattice. Successivamente si può rimuovere la medicazione sporca e gettarla nella sacca di raccolta dei rifiuti preventivamente preparata e posizionata in modo da non permettere il contagio sporco/pulito. Ridurre al minimo la contaminazione batterica è tra gli assiomi dell'intervento infermieristico.

Se si dispone di un set già pronto per la disinfezione della tracheostomia ben venga, altrimenti occorrerà preparare tutto il materiale suddividendolo in:

- pulito (guanti monouso senza lattice, controcannula, bastoncini cotonati, fascia reggi-cannula, sacca di smaltimento rifiuti);

- sterile (guanti sterili senza lattine, eventuale telino per campo sterile, garze, disinfettanti e soluzioni idro-saline e ringer, medicazioni, bastoncini cotonati sterili, scovolino sterile).

Successivamente si dovrà:

- mettere il perossido d'idrogeno (o altro disinfettante scelto) in una bacinella;

- posizionare a portata di mano l'acqua sterile o la soluzione fisiologica sterile oppure il ringer lattato sterile;

- igienizzarsi di nuovo le mani;

- indossare guanti sterili senza lattice;

- se si ha un applicatore immergerlo nella bacinella con perossido di idrogeno (o altro disinfettante scelto);

- rimuovere la controcannula;

- immergerla nella bacinella con perossido di idrogeno (o altro disinfettante scelto);

- igienizzare, disinfettare e asciugare tamponando con garze sterili l'area peristomale;

- applicare le garze sterili a nido di rondine o la metallica attorno al tubo tracheostomale;

- utilizzare lo scovolino sterile per pulire la controcannula e sciacquarla con soluzione idro-salina o acqua sterile o ringer lattato;

- verificare l'assenza di residui biologici all'interno e all'esterno della controcannula;

- asciugare attentamente la controcannula con bastoncini cotonati sterili o con garze sterili;

- reinserire la controcannula verificando che sia bloccata;

- smaltire il materiale di risulta, togliersi i guanti e igienizzarsi le mani.

Nel caso in cui occorre sostituire anche la fascia reggi-cannula ricordarsi di (assodato che tutto deve essere svolto nel massimo della sterilità e cercando di evitare fastidi e lesioni al paziente):

- tener ferma saldamente la placca con una mano (utilizzando pollice e indice della mano non dominante e formando una "U");

- slacciare e rimuovere la fascia reggi-cannula;

- allacciare quella pulita facendo attenzione a non "strozzare" il paziente tenendo un dito al di sotto della stessa (si evitano così lesioni cutanee, ecchimosi, riduzione della perfusione sanguinea e degli scambi gassosi).

Due le tecniche da scegliere per le manovre poco fa descritte:

sterile (più dispendiosa in termini di denaro e di tempo, ma più sicura dal punto di vista della minimizzazione della contaminazione batterica);

no touch (più rapida e se non eseguita bene potrebbe offrire maggiori opportunità di contaminazione batterica involontaria).

Importante: occorre fare attenzione prima di qualsivoglia intervento che la tracheostomia sia perfettamente in sede, controllando il palloncino foley e in caso di bisogno rifornirlo della quantità d'aria necessaria (se è di tipo cuffiato). Lo si fa con una semplice siringa senza ago, verificando la quantità di gas necessaria.

da: Nurse24.it