Buona parte dei traumi che coinvolgono il polso e più in generale la mano comportano anche lesioni dei legamenti che, però, non sempre vengono riconosciute e curate in modo corretto.

1. Una struttura complessa

Dal punto di vista funzionale la mano è molto complessa e se ne viene turbata la stabilità tutta la sua attività risulta compromessa. Lo scheletro della mano comprende tre gruppi di ossa che formano carpo, metacarpo e falangi. I numerosi legamenti contribuiscono a rinforzare ciascuna delle capsule articolari che si succedono lungo le diverse articolazioni. INTERVENTO MANO

2. Polso: lesione della fibrocartilagine triangolare

La fibrocartilagine triangolare è un complesso legamentoso che congiunge il radio con l’ulna. Si può lesionare con più facilità in chi lavora con il martello pneumatico, negli idraulici e negli sportivi (pallacanestro, pallavolo, rugby ecc).

Sintomi: dolore quando si ruota la mano e se si preme a livello del lato ulnare del polso; polso instabile con possibili scrosci articolari e/o schiocchi.

Diagnosi: la risonanza magnetica consente di visualizzare la lesione e di instaurare la terapia più adatta.

Terapia: se il legamento è solo «stiracchiato» il trattamento è conservativo (riposo, immobilizzazione del polso con un tutore e fisioterapia); se sin dall’inizio ci si rende conto che il legamento è staccato va operato subito.

3. Polso: lesione del legamento scafo-lunato

Questo legamento si trova tra l’osso scafoide e il semilunare. Può lesionarsi con facilità quando si cade e si appoggiano per terra le mani. In molti casi la lesione legamentosa accompagna la frattura del radio.

Sintomi: dolore quando si piega o si flette il polso; dolore quando si stringe la mano; perdita di forza. 

Diagnosi: la radiografia può consentire di cogliere segni indiretti di una lesione del legamento scafo-lunato (le ossa scafoide e semilunare appaiono più distanziate). In particolari circostanze è utile eseguire la risonanza magnetica o l’artroscopia diagnostica.

Terapia: se la lesione è parziale di solito si opta per l’immobilizzazione rigida del polso per circa un mese; se il legamento è rotto bisogna intervenire subito con una sutura o provvedere a reinserirlo sull’osso con micro-ancore; se la lesione viene diagnosticata a maggiore distanza dal trauma, occorre un intervento più complesso di sostituzione del legamento.


4. Dita: lesione del legamento collaterale ulnare del pollice

Questo legamento stabilizza l’articolazione metacarpofalangea. Tipicamente può lesionarsi dopo una caduta con gli sci oppure un incidente sportivo nei portieri (da qui i termini pollice dello sciatore o del portiere).

Sintomi: dolore localizzato a livello dell’articolazione metacarpo-falangea; spesso gonfiore alla base del pollice; stressando l’articolazione si ha un’apertura abnorme della stessa; riduzione della forza e difficoltà di presa di oggetti grandi (per esempio una bottiglietta d’acqua).

Diagnosi: si basa sui sintomi. Può essere utile un’ecografia.

Terapia: quando il legamento si rompe la muscolatura adduttoria del pollice «cala» e ciò ne impedisce la guarigione spontanea. In questi casi, che sono la maggioranza, occorre operare subito dopo il trauma.

5. Lesione dei legamenti collaterali delle dita lunghe

I legamenti collaterali sono due spessi legamenti, uno radiale più grande e uno ulnare più piccolo. Questi legamenti impediscono lo spostamento laterale delle dita e di solito subiscono lesioni in seguito a traumi apparentemente banali durante attività comuni, manuali, traumatiche o sportive.

Sintomi: dolore in prossimità del legamento interessato; impotenza funzionale quando si cerca di afferrare qualcosa con il dito interessato.

Diagnosi: di solito si basa sui sintomi.

Terapia: con un tutore si immobilizza il dito interessato per circa un mese oppure si fascia il dito insieme a quello vicino per il tempo necessario alla cicatrizzazione della parte lesionata.

 

Da “Corriere.it”